SEGNALO SINTETICAMENTE QUANTO RIPORTATO SU: www.ifatti.wordpress.com/2007/07/03 =====
"Due ricercatori di Modena Dott. Stefano Montanari e Dott. Antonietta Gratti hanno dimostrato che le nanoparticelle si depositano sugli alimenti e provocano tumori. I metalli che ingeriamo ci stanno trasformando in ferramenta ambulanti. L’elenco che segue riporta alcuni metalli contenuti in prodotti che mangiamo tutti i giorni, metalli come Titanio, Cobalto, Argento. Basta saperlo. Come per le sigarette è sufficiente aggiungere un’etichetta con su scritto: ” Attenzione, vetro all’interno”, oppure “Piombo, Bismuto e Solfato di Bario possono produrre effetti collaterali “.
- Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
- Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo
I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro). Nessuno degli inquinanti particolati di cui sopra è biodegradabile e, dunque, resta dov’è per sempre. E dov’è è un tessuto umano.
Chissa' se queste aziende vogliono dare una spiegazione.
Attenzione a non cadere nell’equivoco.
Ciò di cui stiamo parlando non sono ioni (atomi) che entrano nella composizione di sostanze naturali e che, non raramente, sono indispensabili per la nutrizione; ciò di cui parliamo sono particelle, minuscoli sassolini, che vengono involontariamente immessi come inquinanti nei cibi. Le fonti di questi materiali estranei sono tantissime. Tra i tanti esempi che si possono fare, c’è quello del Ferro-Cromo-Nichel nei cibi. I sistemi di macinazione sono spesso costituiti da acciaio (Ferro-Cromo-Nichel, appunto) e questo materiale si usura, perdendo scorie che entrano nel macinato. Queste scorie sono proprio le particelle che non dovrebbero esserci e che, una volta ingerite, entrano nel circolo sanguigno per essere rapidamente sequestrate da vari organi (reni, fegato, ecc.), dove restano in eterno perché non sono biodegradabili. Il problema è che sono dei corpi estranei e l’organismo li vede come tali, facendo partire una reazione infiammatoria (granulomatosi) che si cronicizza e può diventare cancro o restare, comunque, un’infiammazione che è pur sempre una malattia. Dunque, un conto è mangiare una bistecca che contiene Ferro organico perché presente naturalmente nel sangue dell’animale del cui muscolo ci stiamo nutrendo e un conto è mangiarsi delle palline piccole piccole di Ferro.
Tra i metalli elencati, comunque, ce ne sono diversi che non entrano in nessuna combinazione biologica utile (Titanio, Bario, ecc.) e sono chimicamente tossici.
Naturalmente le aziende sono tutte perfettamente a posto dal punto di vista legale, non esistendo alcuna legge che imponga non solo l’eliminazione, ma anche solo la ricerca o l’elencazione in etichetta di quelle sostanze. Che la scienza viaggi con un passo diverso rispetto alla legge è un fatto noto di cui non c’è da stupirsi. Così come non c’è da stupirsi (anche se può fare leggermente schifo) che le industrie non abbiano alcuna voglia di scoperchiare loro stesse il calderone." LETTERA FIRMATA
IL COMMENTO
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Il giorno 31 12 2006 alle 5 del mattino ho avuto bisogno della guardia medica in quanto avevo dei forti capogiri accompagnati da nausea, sudori freddi al punto da non reggermi in piedi. Mio figlio ha chiamato la guardia medica, e pur non avendone voglia, con grande sofferenza ho dovuto spiegare il mio problema.
Malgrado la gravità delle mie condizioni mi hanno detto di recarmi presso la struttura in quanto loro non potevano lasciare l’ambulatorio scoperto. A nulla è servito spiegare che mio marito non poteva accompagnarmi perché sono vedova, che mio figlio aveva la patente scaduta, e che ero impossibilitata anche a scendere le scale. Mi hanno risposto che si trattava solo di pochi chilometri. In buona sostanza sono stata costretta, sfidando ogni buon senso, e anche la Legge, a farmi accompagnare da mio figlio. Si fa tanto parlare dei diritti dei cittadini e dei malati, ora vorrei sapere se il comportamento della dottoressa è stato regolare considerato che nel presidio erano in due oltre la guardia.
LETTERA FIRMATA
I cittadini ci scrivono: era davvero necessario abbattere l’altare?
giugno 2007
Hanno abbattuto l’ altare nella Parrocchia S. Raffaele di Villasimius. Letta così questa frase non dovrebbe suscitare grande scalpore ma se si conoscono i retroscena che hanno accompagnato questa decisone la vicenda cambia aspetto. Più che di decisione è giusto parlare di imposizione poiché la protesta di chi era in disaccordo con l’attuazione di questo progetto è stata totalmente ignorata.
Infatti, portati a conoscenza dei lavori di ristrutturazione che dovevano svolgersi all’ interno della parrocchia, i cittadini hanno iniziato una vera e propria mobilitazione chiedendo un incontro con il sacerdote per esprimere e manifestare il loro dissenso contro una scelta reputata inutile e dispendiosa. Perché non investire gli stessi denari per creare un oratorio che avvicini la collettività alla Chiesa? Perché non creare un centro ricreativo dove giovani e meno giovani possano ritrovarsi in alternativa alla solita piazzetta?
In un tempo in cui si assiste a una perdita totale di valori, a uno “smarrimento delle coscienze”, la figura di un sacerdote dovrebbe rappresentare una guida, un punto di riferimento per quei ragazzi che crescendo iniziano ad affrontare le prime difficoltà che la vita stessa presenta.
La Chiesa dovrebbe essere, dopo la famiglia e la scuola, un luogo di formazione, dove viene predicata la parola di Dio, dove chi vuole e crede riesce a trovare un conforto e una risposta che solo la fede è in grado di dare.
Questa lettera non vuole assumere un veste morale, (o moralizzatrice), perché la libertà degli individui deve essere rispettata sempre e comunque; Vuole però essere un invito a risvegliarsi dal torpore in cui si è caduti; è necessaria una maggiore partecipazione se vogliamo migliorare la qualità della nostra vita di cui noi siamo artefici; non si può accettare passivamente tutto ciò che ci viene proposto; soprattutto quando ci si accorge che all’interno della società c’è qualcosa che può essere cambiato e solo per pigrizia o rassegnazione si decide di non far nulla comunque!! Bisogna fare sentire la propria voce; anche questo è democrazia!!!.
LETTERA FIRMATA
IL COMMENTO
Confessiamo di non essere affatto esperti di cura delle anime e neppure di architettura sacra. Ci asteniamo pertanto da qualunque commento in merito ad una vicenda che ha diviso e interessato la pubblica opinione, specialmente la componente non particolarmente assidua nell’assolvimento dei doveri del buon cristiano. Ci ha tuttavia colpito la seconda parte della lettera che ancora una volta sottolinea il bisogno di partecipazione, un tema assai ricorrente nei messaggi che riceviamo dai cittadini. Al di la del caso specifico, condividiamo in pieno la riflessione della giovane lettrice in merito alla necessità di risvegliare la coscienza civile di questo paese sacrificata sull’altare, (è il caso di dirlo), di un buonismo di facciata e di uno strano concetto di pace sociale, che in realtà nascondono il terrore di mettere in piazza le proprie convinzioni e la speranza che sia sempre qualcun altro sporcarsi le mani. Da questo punto di vista i giovani possono davvero darci delle lezioni di coraggio. Per loro non vale il motto italico “tengo famiglia”.
Pubblicazione indipendente di informazione e controinformazione a cura della Associazione “CITTADINI PER VILLASIMIUS”
Autorizzazione del Tribunale di CAGLIARI n. 16/05 del 26 Maggio 2005
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