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Il D.M. Del 6 febbraio 2006 introduce e perfeziona la possibilità di usufruire di incentivi per la costruzione di impianti fotovoltaici, (pannelli solari che producono elettricità). Gli incentivi verranno erogati non in “conto capitale” ma in "conto energia", ovvero sulla base della quantità di energia elettrica prodotta direttamente dagli utenti e immessa nella rete del gestore GRTN, (in sostanza l’ENEL).
Il conto energia con “scambio sul posto”
L'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico viene convertita dall'inverter e immessa nella rete locale ENEL a bassa tensione.
Tutta l'energia prodotta dall'impianto verrà misurata da un apposito contatore installato dal gestore GRTN il quale, per venti anni, corrisponderà al produttore un riconoscimento economico sulla base di una tariffa che varia al variare della tipologia di impianto e della potenza. In particolare vengono distinte le seguenti tipologie di impianto:
1. Impianto non integrato (es. impianto al suolo)
2. Impianto parzialmente integrato (es. impianti a tetto aderenti alla superficie della copertura
3. Impianto integrato (es. pensiline con copertura costituita da moduli fotovoltaici)
Per impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 1 e 20 KW PER VENTI ANNI verranno quindi pagati, all’utente che si produce da sé la corrente, da un minimo di 0,4 ad un massimo di 0,49 € per ogni kwh prodotto a seconda della tipologia di impianto. Oltre a ciò l’utente ha diritto al consumo gratuito di una quantità di corrente pari a quella prodotta ottenendo quindi in aggiunta all’incentivo, un risparmio sui consumi. Non è necessaria alcuna batteria perché l’impianto fotovoltaico è connesso direttamente alla rete ENEL che può essere considerata come una batteria di capacità infinita. In essa il singolo utente immette l’energia prodotta e quando ha necessità la preleva operando periodicamente il conguaglio tra quanto prodotto e quanto consumato su base annua. E’ quindi importante calibrare l’impianto solare in funzione dei propri consumi medi in modo tale da agire in regime di autosufficienza energetica.
Facciamo un esempio pratico: Un impianto di potenza pari a 3 kw — (circa 25 mq di pannello per condizioni di esposizione ottimale) - garantisce alle nostre latitudini una produzione annua di circa 5.500 kwh, pari al consumo medio annuale di una normale casa per civile abitazione. Se l’impianto è installato sul tetto, (tipologia 2), il gestore ogni anno pagherà direttamente al cliente 5.500*0.445 = 2.447 €. A questa somma va aggiunto il risparmio annuale sul costo evitato dell’energia in quanto l’utente utilizzerà la corrente autoprodotta e non quella erogata dall’ENEL: 5.500* 0.18 = 990 € all’anno. Il totale del guadagno annuale è di 2.447 + 990 = 3.437 €. Un impianto del genere ha una vita minima garantita di 20 anni e costa, chiavi in mano, circa 21.000 €. L’operazione è completamente finanziabile dalle banche, alcune delle quali hanno anche una convenzione diretta con gli installatori. A conti fatti l’impianto si paga da solo in 6/7 anni - (21.000/3.437= 6,1) - e per i successivi 13/14 anni si avrà non solo la corrente gratis, ma si continuerà ad incassare l’incentivo di 2.447 € all’anno.
Un sistema del genere, grazie al conto energia, può essere considerato come un vero e proprio investimento finanziario con un rendimento superiore ai normali tassi di redditività, al quale si associa una riduzione delle immissioni in atmosfera di sostanze che causano l’effetto serra. L.G.
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