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martedì 26 giugno 2007

Il Porto Turistico di Villasimius

DALLA OCCASIONE MANCATA ALLA POLPETTA AVVELENATA
Contrariamente alle aspettative dei suoi promotori il porto turistico di Villasimius, per una serie di problematiche in parte ancora irrisolte, in questi primi anni di attività non è affatto riuscito ad integrarsi con il resto del territorio e del tessuto produttivo locale con i quali intrattiene rapporti sporadici.
Secondo l’ambizioso disegno originale, la sua realizzazione avrebbe dovuto invece favorire il definitivo salto di qualità della nostra offerta turistica ammalata di nanismo, individualismo e improvvisazione. La struttura portuale doveva essere un ponte gettato tra mare e paese, creare interessanti opportunità per gli operatori locali e promuovere una forte ricaduta positiva su tutta la nostra economia. Erano i primi anni 90 ed eravamo tutti ottimisti: si stava finalmente realizzando il miracolo da sempre in lista d’attesa...
Il sistema prescelto per la assegnazione dei lavori, quello della concessione, prevedeva l’affidamento diretto – e cioè senza gara d’appalto - ad una società specializzata, la SARMAR, che avrebbe provveduto al reperimento dei fondi, alla predisposizione del progetto, alla realizzazione e consegna dell’opera; il tutto senza alcun onere per il Comune.
L’intuizione era felice e l’obiettivo condivisibile: “programmazione, progettazione, realizzazione degli interventi occorrenti alla realizzazione di un sistema integrato di opere a difesa ambientale di infrastrutture e servizi per la portualità turistica nell’area comunale di Villasimius”. Importo previsto: circa cinquanta miliardi delle vecchie lire tutti finanziati dallo Stato.
I lavori, iniziati nel dicembre del 1991, venivano ultimati, tra ritardi e problemi di vario tipo, nello stesso mese del 1997: a quel punto si doveva solamente mettere in funzione l’ingombrante giocattolo e raccogliere i frutti dell’investimento.
Ma la gestione di una struttura così complessa richiede delle specifiche competenze professionali oltre che capacità economiche di tutto rispetto: da parte della imprenditorialità locale era invece nel frattempo totalmente mancato qualunque tentativo di attrezzarsi per cogliere la opportunità che si stava prospettando. Al momento decisivo sono quindi venuti meno i presupposti indispensabili per favorire il suo inserimento in ruoli che non fossero di subalternità.
Chi ha avuto in affidamento la gestione del porto fino al 2007 da parte del Ministero Della Marina Mercantile è la società “Marina di Villasimius”. Solo il 5% della società fa capo ad operatori privati locali mentre Il 35% delle quote è detenuto dal Comune che ha, all’interno del Consiglio di Amministrazione, i propri delegati. Di questi signori quasi nessuno conosce con esattezza identità, ruolo, affinità con la nostra comunità ed eventuali competenze in materia. E nulla si sa della loro concreta attività a tutela dei nostri interessi.
Grazie soprattutto alla nostra vocazione alla autoesclusione, anche questa storia rischia quindi di rappresentare un ulteriore capitolo dell’infinito processo di colonizzazione delle nostre risorse, un sostanziale fallimento degli obiettivi che ci eravamo posti, la ennesima occasione mancata.
Fino a qualche giorno fa ci consolavamo col fatto che, in fondo, a noi tutto questo non era costato nulla.
E invece la vicenda, che ormai avevamo rimosso dalla nostra coscienza collettiva, è balzata nuovamente, e inaspettatamente, agli onori della cronaca locale. Secondo quanto riportato dall’Unione Sarda del 12 Aprile scorso la SARMAR vanterebbe ancora un credito di cinque milioni e quattrocentomila euro verso il Comune di Villasimius nei confronti del quale pare sia anche stato emessa una ordinanza - poi sospesa - di sequestro giudiziario da parte del Tribunale di Cagliari.
Con una cifra del genere - che a conti fatti corrisponde a 1.700 Euro per ogni cittadino di Villasimius, compresi centenari e neonati - si potrebbero costruire due scuole o, a scelta, quattro case per gli anziani.
L’enorme debito risulta oggettivamente al di fuori della disponibilità economica del nostro Comune che pure non è certo il più povero d’Italia. Gli introiti della Bucalossi, dopo un lungo periodo di vacche grasse, tendono ormai allo zero e la gestione del municipio, che assorbe gran parte delle risorse disponibili, ci costa annualmente per la sola erogazione dei servizi essenziali 7,6 Milioni di Euro dei quali 2,3 milioni per le retribuzione del personale dipendente.
Questa situazione ha destato molta preoccupazione in paese: in tanti ritengono paradossale il fatto che - dopo la beffa della sparizione della Spiaggia del Riso causata da una imprevedibile e anomala mareggiata, (forse uno Tsunami) - i cittadini siano chiamati a pagare per un porto che non appartiene al Comune di Villasimius ma al Ministero della Marina Mercantile che ne incasserà il canone d’affitto. E pare che non ci siano altre vie d’uscita se non la improbabile pietà dei nostri creditori.
Da parte sua il Sindaco, in un recente Consiglio Comunale, ripercorrendo tutta la storia, ha puntualizzato che:
- Ci sono buone prospettive affinché le competenze sulla gestione del Porto passino dal Ministero della Marina Mercantile alla Regione Sardegna – e quindi al Comune – in quanto non esiste alcun interesse di tipo militare, doganale o commerciale che giustifichino un controllo diretto sulla struttura portuale da parte dello Stato.
- E’ in corso un contenzioso, in merito alla proprietà di alcune strutture commerciali a terra, tra il Comune di Villasimius e il Ministero. In caso di esito positivo tali immobili entrerebbero a fare parte a pieno titolo del patrimonio municipale.
- Il debito rivendicato dalla Sarmar non è dovuto a dolo, leggerezza o errori da parte degli organi tecnici ma dalla sfavorevole evoluzione della giurisprudenza in merito alla regolazione dei rapporti tra Enti Concessionanti e Concessionari che ha dichiarato illegittime alcune norme sul contenimento dei costi che tutelavano gli Enti Pubblici.
- Sono in corso trattative per una ricomposizione bonaria della vertenza con la Sarmar sulla base di una riduzione del debito a quattro milioni e settecentomila euro da pagare in due tranches.
- Le opere pubbliche programmate – in particolare scuola e parcheggi – andranno comunque realizzate nei tempi previsti.
- Non verranno aumentate le tasse locali – ICI e addizionale IRPEF - ne quest’anno e neppure il prossimo.
- Per pagare il debito verranno prevalentemente utilizzati fondi “esterni al bilancio” comunale, non necessariamente mutui: si cercherà di recuperare risorse da ciò che resta della Cassa per il Mezzogiorno
- In ogni caso, se venisse confermata la competenza sul porto da parte del Ministero della Marina Mercantile dovrà essere questa ultima a farsi carico del debito rivendicato dalla Sarmar.
Le parole del Sindaco regalano speranze ma non ci tolgono l’unica certezza: comunque la si giri dobbiamo pagare un debito che condizionerà pesantemente le politiche di investimenti per prossimi anni e sottrarrà risorse da destinare ai servizi per i cittadini. Anche se in due tranches e con lo sconto il Comune dovrà anticipare in tempi stretti una cifra consistente: da dove verranno reperiti i fondi “esterni al bilancio”? Sarà davvero possibile evitare di accendere nuovi mutui e lasciare sul piatto dei cittadini questa polpetta avvelenata? E visti i solenni impegni a suo tempo disattesi quale credito dare alle dichiarazioni relative al nuovo edificio scolastico? Verrà mai sistemata l’area di via del Mare sulla quale c’era la scuola e che ora sembra una piazza bombardata di Baghdad? E con quali tempi?
Vogliamo crederci ancora una volta. Tuttavia, pur senza volere entrare nel merito di eventuali responsabilità, molta gente mentre si domanda cosa abbia fatto di male per meritarsi questa punizione, avrebbe almeno gradito che le fosse stato risparmiato di venire a sapere la verità dai giornali.
E proprio a questo proposito, è opportuna una riflessione sugli attuali rapporti tra istituzioni e cittadini.
Durante il Consiglio Comunale Il Sindaco si è lamentato del fatto che la popolazione è stata allarmata dalle voci fuori controllo che sono circolate sulla situazione debitoria del Comune.
Ha certamente ragione ma dovrebbe anche riconoscere che, prima che ci arrivassero i giornali, poco o nulla è stato fatto per tenere informata in modo corretto la pubblica opinione su quanto stava accadendo.
Non si capisce infatti per quale motivo - benchè l’atto ufficiale, che sanciva il credito della Sarmar, fosse noto fin dal 2004 - la situazione sia stata tenuta accuratamente nascosta quasi si trattasse della gravidanza indesiderata di una fanciulla di buona famiglia. Eppure i cittadini di Villasimius, anche se si aspetterebbero che la politica risolvesse i problemi e non che ne creasse degli altri, sono abbastanza grandi da capire le cose quando vengono dette con chiarezza. E’ solo la mancanza di certezze e di trasparenza che alimenta le leggende metropolitane e le voci incontrollate.
Al di la del caso specifico, seppure grave, riteniamo che esista un problema più generale. Comunicare significa trasmettere ma anche ascoltare. L’ apprezzabile sito web del Comune di Villasimius non colma ma rende ancora più evidente il deficit di capacità comunicativa accertato nel DNA di questa Amministrazione. Ad essa va riconosciuto di lavorare talvolta con impegno, ma anche contestato di non essere mai stata capace, dopo la rapida evaporazione dei partiti che in linea teorica la sostengono, di portare alla luce la sua azione né di suscitare alcuna passione attorno al suo operato.
E così mentre da un lato a questo paese serve più politica con la P maiuscola, dall’altro nessuno svolge più alcuna azione di collegamento tra società civile e Istituzioni le quali, in un clima di indifferenza generale e in felice solitudine, danno risposte senza ascoltare le domande.
Con la stagione estiva alle porte, tra qualche settimana nessuno parlerà più di questa disgraziata vicenda che avrebbe potuto invece rappresentare una buona occasione per riflettere tutti insieme sulla nostra democrazia incompiuta, e provare a riavvicinare la gente ad un palazzo che oggi viene percepito sempre più lontano. L.G.

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1 Commenti:

Anonymous Settembre ha detto...

Il futuro è trasparente!!

segnalo un'iniziativa che può essere utile ai nostri concittadini.

E che Trasparenze-Villasimius ha tutte le carte in regola per realizzare.

http://www.beppegrillo.it/2008/09/comuni_padroni.html#comments

sabato 6 settembre 2008 14.19.00 CEST  

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